domenica 29 marzo 2009

... pasqua si avvicina


Tanti auguri a tutti in ... anticipo!
E, ... per tutti Voi piccoli lettori, una semplice poesia da imparare a memoria!?
Mamma, ti do un rametto
d'ulivo benedetto:
Iddio ti benedica!

Il ciliegio è fiorito
presso il muro dell'orto.
Mamma, Gesù è risorto!

Oggi è festa di pace
d'amore e di perdono:
mamma, voglio essere buono!


Milly Dandolo


STORIE DAL PALEOLITICO

Dopo aver studiato tante informazioni, aver letto notizie e documenti, aver visto una simulazione di sito paleolitico abbiamo chiesto ai bambini di raccontare la preistoria immaginando di essere MAHOR un bambino del paleolitico.
Ecco le loro storie ...

IMMAGINANDO DI VIVERE
NEL ... PALEOLITICO


Ciao, sono Mahor un bambino del paleolitico.
Abito con mia madre, il mio papà e mio fratello. Papà si chiama George, mia madre Kate e mio fratello Shur.
Vivo in una capanna dove vivono altre cinque famiglie.
Passo la maggior parte del tempo ad imparare come fare il fuoco, come fare gli utensili, ad aggiustare le armi,...
Gioco con i miei amici a far saltare i sassi nell'acqua e ad arrampicarmi sulle pareti delle rocce.
In casa scolpisco e faccio pitture e graffiti.
Vivere in questo periodo è bello perché puoi fare molte scoperte interessanti.
Simone

Ciao, sono Major, una bambina del paleolitico. Sono un po' magrolina e bassa, sono la più piccola della mia famiglia.
Vivo in una casa-capanna con i miei zii e i miei nonni.
Passo il tempo a raccogliere i frutti per la mia famiglia.
Tutti i giorni aiuto la mamma.
Gioco a chi tira il sassolino più lontano nel fiume.
Vivere in questo periodo è bello perché si fanno delle cose diverse che nessuno sapeva fare prima.
Nicole

Ciao, vi presento Major, un bambino del paleolitico.
Major è moro, ha gli occhi azzurri, è basso ed ha due fratellini. Loro hanno dei vestiti fatti di pelle di mammut. Mahor e i suoi fratelli vivono in una casa-capanna in mezzo alla foresta.
Dentro la casa-capanna ci sono dipinti dei graffiti con scene di caccia.
Mahor con i suoi fratelli passano il tempo così: Mahor aiuta il nonno nella caccia e i suoi due fratelli più piccoli scheggiano le selci. Mahor poi lavora la pelliccia della pecora e fila la lana.
Mahor gioca con i suoi amici a tirare sassi e, chi riesce a tirarli più lontano vince un osso.
Vivere in questo periodo per Mahor è molto bello perché può scoprire un sacco di cose che nessuno ancora sa e poi perché usando il cervello è diventato più intelligente.
Ludovica

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico.
Vivo con la mia famiglia in una casa-capanna. Sono un po' robusto, ho gli occhi castani, ho il corpo pieno di peli e sono poco alto.
Sono gentile e ascolto i miei genitori.
Aiuto papà a cacciare. gli passo le armi; papà mi insegna a pescare e io capisco in fretta: tiro la lenza poi aspetto e... eccolo, ha abboccato! Una bella trota!
Aiuto mamma nelle faccende di casa, pulisco le pelli e tolgo la lana dalle pecore.
Gioco con i miei fratelli a fare le amigdale e ad arrampicarmi sulle rocce e sugli alberi.
Vivere in questo periodo è bello perché bisogna imparare da soli e si deve sempre usare l'intelligenza per capire e scoprire nuove cose.
Emanuele

Ciao, sono Mahor una bambina del Paleolitico. Sono alta un metro e sono un po' cicciottella e anche molto simpatica.
Vivo in una casa capanna fatta di ossa si mammut o di altri animali uccisi durante la caccia dagli uomini grandi.
Il pomeriggio passo il tempo a pescare, a cacciare, ad alimentare il fuoco e a scolpire delle pietre a forma di "grande madre" o di "barca".
Coni miei amici gioco a rincorrerci, a tirare i sassi nell'acqua,.
Vivere in questo periodo è bello perché si possono scoprire animali e piante di ogni genere.
Giulia M

Ciao, sono Mahor una bambina del paleolitico.
Sono una bambina di cinque anni, ho gli occhi marroni, i capelli castano chiaro, la pelle chiara, ho il carattere buono e scherzoso.
Vivo in una casa-capanna piena di pelli.
Aiuto la mamma Nabata a raccogliere i frutti.
Aiuto papà Raul ad andare a caccia.
Accendo il fuoco per riscaldare la capanna e per cuocere la carne di cervo.
Mi arrampico, tiro i sassi nel lago e così passo il tempo.
Vivere in questo periodo è bello perché puoi fare tante cose: puoi stare insieme alla mamma e imparare a fare le pellicce.
Benedetta

Ciao, sono Mahor, una bambina del paleolitico.
Sono magra, buona e anche un po' dispettosa, ho due sorelle piccole.
Vivo in una casa fatta a forma di capanna, papà va a caccia e per questo produce tanto cibo.
Passo il tempo aiutando la mamma a preparare il pranzo. Rincorro gli amici, ci nascondiamo appena facciamo gli scherzi e, papà mi dice: "Aiuta tua madre!".
Quando gioco prendo un bastoncino bruciacchiato e disegno la caccia, così da grande posso fare le trappole è il mammut.
vivere in questo periodo è bello perché si possono scoprire tante cose belle e nuove per tutti.
Sabrina.

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico. Sono magro e anche un po' piccolo, sono il più piccolo dei miei fratelli.
Vivo in una casa-capanna che ha costruito il mio papà con ossa,pelli e bastoni.
passo il tempo andando a cercare il pesce oppure a scheggiare la pietra.
Durante il giorno rincorro i miei fratelli oppure mi arrampico sui rami, qualche volta gioco con mamma e papà.
Vivere in questo periodo è bello perché ... si pensa e si sanno usare molte cose: le pietre per costruire le armi, per accendere il fuoco, ...
Willington

Ciao, sono Mahor una bambina del paleolitico.
Sono un po' bassa e magra, ho sei anni e ho tre fratelli più piccoli, quindi la mia famiglia è composta da sei persone.
Io vivo in una casa-capanna; dentro c'è anche il mio cucciolo di mammut che sto allevando.
Io passo il tempo ad aiutare mio padre a costruire gli utensili per la caccia e la pesca.
Gioco spesso con i miei fratelli ad arrampicarmi sulle rocce alte.
Vivere in questo periodo è bello perché si può pescare, si può cacciare e soprattutto si possono scoprire tante cose nuove che nessuno ancora conosce.
Elena

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico.
Sono buono e gentile con gli altri. Sono alto circa 1 metro, ho gli occhi celesti e i capelli neri.
Vivo in gruppo in una grande casa-capanna.
Durante il giorno aiuto mio padre a cacciare: mio padre va a caccia di animali più grandi ed io quelli più piccoli.
Gioco con i sassi ed alcune volte mi diverto anche a scheggiare le pietre.
Passo il tempo a vedere mio padre che caccia e imparo tutti i suoi segreti.
Vivere in questo periodo è bello perché si vive in modo diverso e semplice.
Germano

Ciao, sono Mahor, una bambina del paleolitico.
Mia madre si chiama Nabata e mio padre Rodolfo. In tutta la famiglia siamo tre: mamma, papà ed io.
Viviamo in una casa grotta tutti insieme.
Io passo il mio tempo aiutando mio padre a pescare: andiamo dentro l'acqua e con le mani prendiamo i pesci.
Poi lo aiuto a cacciare e mi diverto molto.
Ma la cosa che mi piace fare di più è raccogliere i frutti e le erbe selvatiche.
Mi diverto a rincorrere i miei amici e dipingendo sui muri scene di caccia per aiutare mio padre quando va a caccia.
Vivere in questo periodo è bello perché questo periodo ci insegna che se usi la testa e il cervello puoi fare nuove scoperte e imparare cose nuove.
Claudia

Ciao, sono Mahor, una bambina del paleolitico.
Mia madre si chiama Michel, mio padre si chiama Gino e il mio fratellino Tino. In tutto in famiglia siamo quattro: mamma, papà, il mio fratellino ed io.
Io sono una bambina brava, il mio fratellino, invece, certe volte fa il cattivo.
Io e la mia famiglia viviamo in una grande casa-capanna.
La cosa che mi piace di più fare è raccogliere frutti ed erbe selvatiche.
Io gioco con mio fratello a tirare i sassolini nell'acqua, a rincorrere mio fratello e a dipingere sulle pareti della capanna.
Passo il tempo aiutando anche mio padre nella caccia e nella pesca.
Vivere in questo periodo è bello perché gli uomini primitivi imparano tante cose nuove che nessuno sa e usano da soli il cervello e l'intelligenza.
Elisa.

Ciao, sono Mahor, un bambino della preistoria.
Sono un bambino di sette anni, mio papà si chiama Ramù, mia mamma invece Tamu e ho cinque fratellini. Vivo in una casa-capanna coni miei genitori e con i miei fratellini.
Passo il tempo a pescare, cacciare con papà e ad accendere il fuoco per la mamma.
Gioco coni miei fratellini a rincorrere gli animali, a tirare i sassi e a nascondersi nella foresta.
Ma il mio gioco preferito è rincorrere perché è proprio uno spasso.
Vivere in questo periodo è bello perché è molto interessante e importante per le scoperte.
Valerio

Ciao, sono Mahor un bambino del paleolitico.
Mio papà si chiama Lurh e ha 15 anni, mia madre si chiama Flurrh e ha 16 anni.
Io sono alto circa 1.20 cm, sono un po' cicciotello e anche un po' birbantello e dispettoso.
Vivo in una casa grotta con un grande gruppo, ci sono i miei genitori, i miei tre fratelli gemelli: uno si chiama Lhunor, Uno Muorrx e l'altro Alers.
Vado sempre a caccia con mio padre e una volta abbiamo ucciso un mammut.
Gioco sempre con i miei fratelli gemelli ad arrampicarci su un albero e chi arriva prima alla chioma vince un po' di cibo.
Come passo il tempo? Passo il tempo accendendo il focolare e a cucinare con mia madre Flurrh.
Vivere in questo periodo è bello perché si possono fare tante cose e perfino pitturare sulle pareti della grotta.
Alessandro.

Ciao, sono Mahor, una bambina del paleolitico.
Vivo con mia madre, mio padre e le mie tre sorellina in una grande capanna, insieme a noi c'è anche il mio piccolo hammut di nome Otto.
Sono bassa e magra, il mio carattere è buono, generoso ed educato.
Vivo in una casa-capanna: è fatta con i bastoni e le pelli dei grandi hammut. un letto lo usano mamma e papà, uno lo usano le mie tre sorelline piccole, un altro io, ci copriamo con le pelli di hammut.
Mentre il papà va a caccia, io accendo il fuoco con due sassi oppure vado a pescare.
Costruisco utensili usando amigdale, chopper e selci.
Gioco a buttare i sassi nell'acqua.
Vivere in questo periodo è bello perchè scopri cose nuove e ti diverti.
Elena Sofia

Ciao, sono Mahor un bambino del paleolitico.
Sono un bambino alto e magro, sono gentile con tutti. ho i capelli neri e gli occhi marrone scuri.
Io vivo in una casa capanna gigantesca con tutti i miei famigliari più vicini. cugini, fratelli, sorelle, nonna, zii e genitori.
Passo la giornata a cacciare con il mio arco che mi sono costruito da solo; vado a caccia con i miei amici o anche con mio padre. Noi cacciamo orsi, alci, mammut e bisonti.
Le nostre mamme con le pellicce cuciono i vestiti per noi e la carne la cucinano per la sera.
Aiuto mia madre a raccogliere le bacche e i semi per la cena e per le pitture.
Mi diverto con i miei amici ad acchiapparella.
Vivere in questo periodo è bello e interessante ma anche molto divertente.
Davide

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico.
Sono magro, alto, buono, gentile, altruista e generoso.
Vivo in una casa-grotta che mi piace molto perché è accogliente.
Io passo il tempo facendo sulle pareti le pitture rupestri: disegni animali che sono stati cacciati e rappresento le scene della caccia. Uso bastoncini anneriti dal fuoco e coloro con tanti tipi di terra e di erba secca.
Posso passare il tempo anche imparando a cacciare gli animali oppure imparando a fare le amigdale, i chopper e a scheggiare le selci. la cosa più bella che ho imparato è quella di accendere il fuoco. Poi vado anche a pesca e a raccogliere bacche e semi e a filare la lana.
Gioco con gli altri bambini a rincorrerci.
Vivere in questo periodo è bello perché non sei né povero né ricco e poi perché i bambini hanno tanto tempo libero a disposizione e sono liberi.
Marco

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico. Il mio papà si chiama Mustafà, la mia mamma si chiama Raghia, io ho anche sei sorelle e quattro fratellini; c'è mio nonno e mia nonna e ci sono anche 8 cugini e sette cugine insieme agli zii che abitano insieme a me nella casa-capanna. Ho i capelli castani con qualche meches color oro, la bocca piccola e il naso un po' a patata; i miei occhi sono color verde. Il mio carattere è simpatico, sono sempre felice. Vivo in una casa-capanna larga e spaziosa, ci sono molte stanze dove si fa il fuoco, si cuce, si dipinge, ...
Ci sono gli animali che ci riscaldano ma c'è anche il nonno che sa accendere il fuoco.
Io trascorro il tempo imparando a fare tante cose, prima cosa accendo il fuoco (me lo ha insegnato mio nonno), vado a pesca e aiuto mio padre e gli altri uomini nella caccia, ho imparato a tirare le frecce. Insieme agli altri bambini gioco a tirare i sassolini nell'acqua, ad arrampicarmi sugli alberi e aiuto anche la mamma e le zie a cucinare e preparare le pitture.
Vivere in questo periodo è bello perché si scoprono sempre cose nuove e divertenti.
Flavia

Ciao, sono Mahor un bambino del paleolitico. La mia famiglia è molto grande, la mia mamma si chiama Maira e il mio papà si chiama Tamir. Io ho anche due fratellini tutti e due maschi; poi c'è il nonno e la nonna e anche sette cugini abitano nella mia casa-capanna. ho i capelli mori, gli occhi azzurri, la bocca rosa, la mia carnagione è chiara, sono mancino e il mio carattere è calmo ma un po' dispettoso.
Abito in una casa-capanna grande e spaziosa. Abbiamo un bue e un asinello che ogni sera ci riscaldano con il loro fiato. Insomma la mia casa è comoda e calda. Quando non ho niente da fare dipingo oppure aiuto mamma a filare la lana, è molto rilassante anche perché ho solo queste due scelte! Io e i miei amici (fratellini e cuginetti) giochiamo sempre ad acchiappa animale (acchiapparella), al gioco dei sassolini e ad arrampicarci.
Vivere in questo periodo (paleolitico) è molto bello perchè si fanno cose divertenti e poi, ogni giorno imparo cose nuove.
Sara

Ciao, sono Mahor, un bambino del paleolitico. Ho gli occhi marroni, i capelli castani, la pelle chiara, la bocca piccola e i capelli molto ricci.
Amo giocare, rido sempre e faccio sempre la spiritosa.
Vivo in una casa grotta con la mia mamma Ruth, il mio papà Toa.
Ieri nella nostra casa-grotta si sono aggiunte altre due famiglie molto simpatiche.
Il pomeriggio mio padre mi fa vedere come si caccia, lo so che sono una femmina, ma ci tenevo tanto!
Invece con mia mamma la mattina vado nel bosco a raccogliere semi e frutti.
I bambini delle altre famiglie mi hanno mostrato come fare il fuoco, poi ci siamo messi a giocare.
Vivere in questo periodo è bello perchè si possono fare molte cose belle e interessanti.
Valeria

Storie di gruppo

Da molti giorni i cacciatori seguivano le orme di un grande orso bruno.
Un giorno un giovane uomo preistorico di nome Mogly si trovò davanti l’orso.
Si spaventò e cominciò a correre, anche l’orso correva e a un certo punto l’orso gli saltò davanti. L’uomo si spaventò e urlò molto forte, così forte che l’orso si spaventò e corse via.
Anche l’uomo corse via.
L’uomo correndo tornò nel villaggio e raccontò tutto alla sua tribù.
Gli altri lo dissero allo sciamano.
Lo sciamano consultò gli déi-animali e disse alla tribù: “se non lasciate in pace l’orso gli déi vi manderanno una maledizione.”
Gli uomini allora decisero di lasciarlo in pace così la maledizione non li colpì. Ma a causa di un altro orso Mogly morì e così tutti ricominciarono a dare la caccia all’orso per vendicare io loro amico.
Gruppo Brillanti


Da molti giorni i cacciatori seguivano le orme di un grande orso bruno. Arrivò il giorno in cui i cacciatori trovarono l’orso e lo uccidono con molta fatica.
Gli uomini primitivi portarono la pelle dell’orso nella loro casa-grotta e lo misero al centro per fare il rito magico così l’animale non poteva vendicarsi.
La tribù Siberiana dopo il rito magico toglie la pelle dall’orso, tagliano con le lame di selce, tolgono la pelle dalla carne e così fanno una grande festa e hanno tante cose da mangiare.
Gruppo Diamanti

Da molti giorni i cacciatori seguivano le orme di un grande orso bruno. Questo orso abitava in una caverna molto particolare perché si diceva che era sacra.
Chiunque uccideva l’orso avrebbe avuto una maledizione che sarebbe durata fino alla sua morte.
Un giorno un uomo coraggioso che non credeva alla maledizione decise di uccidere l’orso.
Lui era l’unico a sapere dove abitava l’orso però non disse nulla al suo gruppo perché aveva paura che poi lo andassero a cercare e che la maledizione cadesse anche su di loro.
Gruppo Solitari

Da molti giorni gli uomini cacciatori seguivano le orme di un grande orso bruno.
L’orso bruno scappava dagli uomini cacciatori.
Gli uomini cacciavano l’orso bruno perché sapevano che la sua carne era molto buona e la sua pelliccia molto calda.
L’orso bruno era quasi l’ultimo della sua specie.
L’orso bruno stava scappando da quasi dieci giorni dagli uomini cacciatori e non sapeva più dove nascondersi, poi decise di entrare in una caverna. Era una caverna dove abitavano degli uomini anche se ora non c’era nessuno.
L’orso decise di riposarsi e di dormine in quella caverna.
La mattina dopo però un uomo lo trovò e lo uccise.
Gruppo Smeraldi

Da molti giorni i cacciatori seguivano le orme di un grande orso bruno. L’orso bruno sentì i passi dei cacciatori e cominciò a scappare.
Si diresse verso il bosco.
I cacciatori non lo trovarono più, videro però le sue impronte, allora decisero di scavare una grande buca e di ricoprirla con bastoni e foglie secche.
L’orso, la loro preda, si avvicinò da quelle parti, gli uomini lo diressero verso la trappola e, ….cadde giù. Quando l’animale fu in trappola lo uccisero con lance e pietre.
Lo portarono al villaggio, la carne la mangiarono arrosto, la pelle la usarono per coprirsi dal freddo e con le ossa fecero tanti utensili.
Gruppo Topazi

UNA GIORNATA NELLA PREISTORIA

Siamo andati in gita a Civitella Cesi presso il centro di archeologia sperimentale ANTIQUITATES
Tiziana era l'archeologa con cui abbiamo fatto tante attività. Eccoci al lavoro, guardateci, ... ammirateci.

- prove di scavo

- visita alla casa-capanna
- pitture rupestri


domenica 8 marzo 2009

... festa della donna



AUGURI
AUGURI
AUGURI
AUGURI
AUGURI
A TUTTE LE DONNE
GRANDI E ... PICCOLE


“Le donne portano il peso del mondo
e a volte sono stanche
da non vedere più
né orizzonti,
né stelle;

ma hanno un cuore fertile e lì dentro
germoglia sempre la speranza
sopra la notte”

Buon otto Marzo!

domenica 1 marzo 2009

... le nostre discussioni

Finalmente riesco a pubblicare alcune delle discussioni che si svolgono in classe. Sono argomenti di vario genere che vanno dalla fisica, all'educazione affettiva-emotiva, alla ... vita.
Perchè anche la scuola è vita.
Buona lettura a tutti.
la maestra Daniela.

L’ascolto di un brano tratto dal libro ELFIE … ci ha portato a riflettere e a discutere su:
- Perché tutto cade?
- Come cadono le cose?
- Possono cadere verso l’alto?

Ecco le nostre idee.

Simone – C’è la forza di gravità che le fa cadere le cose, gli oggetti, verso il basso. Non possono cadere verso l’alto perché anche se c’è il vento che le porta in alto, volano su ma poi cadono di nuovo giù.

Valerio: cadono giù perché qualcuno le fa cadere a terra. Tutto cade perché qualcosa la cadere gli oggetti: il vento, le spinte,… non può andare in alto perché quando una cosa cade va giù forse perché c’è la forza di gravità che fa andare tutto giù.

Flavia: Un vaso può cadere se gli dai una spinta. Cade in basso perché potrebbe essere pesante. Non può cadere in alto perché c’è la forza di gravità che porta tutto in basso.

Ludovica: secondo me le cose cadono se le spingi. Vanno in giù e non in su perché la forza di gravità manda tutto giù … se non ci fosse tutto volerebbe, come nello spazio.

Claudia: se non stai attenta fai cadere le cose, gli oggetti che cadono giù. Possono cadere in vario modo, per fritto, per storto, però vanno sempre giù perché c’è la forza di gravità.

Emanuele: tutto cade per molti motivi: il vento, la pioggia, le spinte, … cadono in vario modo però sempre in basso perché c’è la forza di gravità.

Elena: Le cose cadono se qualcuno le fa cadere, ma le cose possono cadere anche per sbaglio. Non possono andare in su perché c’è la forza di gravità che le porta in giù.

Sara: le cose cadono perché qualcuno per sbaglio le fa cadere. Possono cadere se non stai attento o perché dai una spinta. Non possono cadere in su perché c’è la forza di gravità che porta tutto in basso.

Elisa: quando una cosa è di vetro e tu non ci stai attento si può rompere. Cade per terra e non va in su perché c’è la forza di gravità che non le fa volare.



È ancora l’ascolto di un altro brano tratto da "ELFIE" che ci ispira un’altra discussione.

Queste le domande che la maestra ha posto alla nostra attenzione e su cui abbiamo riflettuto e ci siamo espressi:
- Per te è importante sapere quello che vuoi?
- E’ importante scegliere qualcosa?
- Perché?

Ecco le nostre opinioni.

Alessandro: è importante sapere di colere qualcosa, perché significa desiderare qualcosa. È bene poter scegliere quello che uno vuole e desidera.

Giulia M: è importante scegliere perché se poi il regalo non ti piace, e lo dici, loro si offendono. Mamma mi sceglie sempre le cose che mi devo mettere e io invece le chiedo di scegliere. È importante poter scegliere perché significa avere idee precise su quello che vuoi.

Elisa: per me è importante scegliere perché se poi una cosa (come la maglietta) la devi mettere, ti deve anche piacere.

Elena Sofia: per me è importante scegliere perché significa che stai diventando grande e che sei in grado di esprimere quello che vuoi.

Benedetta: è importante scegliere perché se ti compri un vestito che non ti piace non lo metti mai.

Simone: per me è importante scegliere. Ognuno nella sua vita fa tante scelte, significa pensare con la tua testa e non solo ascoltare la scelta degli altri che potrebbero essere sbagliate. Io ho fatto due scelte importanti: ho deciso di andare al campo scuola e di rimanere a casa dei nonni.

Davide: è importante perché devi esprimere i tuoi pensieri e non solo accettare quelli degli altri. Io scelgo i vestiti, ho scelto di andare al campo scuola. Sono contento delle scelte che faccio.

Claudia: è importante perché è la tua vita e devi scegliere tu. Se impari a scegliere da piccolo, da grande sei più sicuro. Io alcune volte posso scegliere, ad esempio i vestiti.

Sara: per me è importante, però a volte noi siamo piccoli e non sempre siamo sicuri di quello che vogliamo, per questo io chiedo a mamma e papà. Io ho scelto di non andare al centro commerciale e allora sono andata da nonna. Imparare ad andare in bici mi sarebbe piaciuto, ma poi non ci sono riuscita.

Marco: per me è importante scegliere perché puoi scegliere la tua vita ed è bello farlo. Se mamma deve andare al supermercato non sa se le cose che compra ti piacciono o no. Io ho scelto di andare al campo scuola, di andare in vacanza, che sport fare e sono contento delle scelte che ho fatto. Mi sono sentito importante.

Valeria: per me è importante saper scegliere perché decidi anche della tua vita e impari a diventare grande. Alcune volte però è necessario che scelgano i grandi perché per alcune decisioni noi siamo ancora piccoli.

Flavia: per me è importantissimo scegliere perché altrimenti non impari a farlo e ti troverai male da grande perché non lo saprai fare. Se fai scegliere sempre i genitori rischi di vivere nel loro mondo e non nel tuo. Io ho deciso insieme a loro dove andare in vacanza. Ho deciso di cambiare il letto piccolo con quello grande quando avevo solo 4 anni.

Elena: è importante scegliere così da grande avrai pochi dubbi. Secondo me bisogna imparare a fare tutto da piccoli. Io ho scelto di andare a dormire da una mia amichetta, di andare al campo scuola.

Giulia M: importante perché comunque tu devi vivere la tua vita, se gli altri ti dicono sempre quello che devi fare sembra che stai vivendo la vita degli altri e non la tua. Per esempio mamma e papà mi fanno scegliere poco e io gli dico che voglio vivere la mia vita.

Willington: per me è importante scegliere. Io vorrei scegliere ma mamma e papà non mi lasciano scegliere mai. Se io voglio andare dai nonni, loro non mi lasciano andare e mi portano con loro a fare la spesa. Anche per il campo scuola io non ho potuto scegliere di andare. Mio fratello riesce a scegliere, io no.

Sabrina: è importante anche se mamma e papà non mi fanno mai scegliere, scelgono sempre loro e io non sono mai contenta. Se potessi scegliere sarei contenta perché mi sentirei felice di accontentare i miei desideri e poi mi sentirei più grande,

Germano: nella tua vita devi scegliere tu e non gli altri, perché possono farti fare una scelta sbagliata e poi tu non sai cosa fare. Io ho scelto di non andare al campo scuola, però scelgo le cose da mangiare, i giochi, …

Dalla discussione abbiamo capito che anche a 8 anni è importante poter fare delle scelte perché, anche se siamo ancora dei bambini,noi abbiamo dei desideri, vogliamo fare delle esperienze e metterci alla prova.
Ma non sempre i grandi ce lo permettono.
Spesso sono loro a scegliere per noi anche se non è quello che noi vogliamo.
Noi vogliamo iniziare a vivere la nostra vita, vogliamo iniziare a crescere.



L’ascolto di una lettura intitolata I CALZINI FORTUNATI ci porta ad affrontare un tema importante. Quando dobbiamo affrontare una prova importante, una prova impegnativa, tutti noi abbiamo paura di sbagliare e di deludere noi stessi oltre alle persone a cui vogliamo bene.
Ci sono tanti modi per vincere questa paura e uno classico è quello di affidarsi a un oggetto portafortuna, proprio come fa il bambino protagonista della storia che ci ha letto la maestra.
Lui ha dei calzini che gli portano fortuna!
E tu?
Discutiamo insieme rispondendo alle domande:
- Chi ti aiuta a superare una paura?
- …un’incertezza?
- Hai un portafortuna?


Emanuele: io ho un portafortuna. È una penna che ho comprato a Bomarzo. Mi piace molto e la tengo spesso vicino a me. Mamma e papà mi aiutano a superare le incertezze come quella volta che mi sono perso nel negozio e ho avuto un po’ paura.

Simone: il mio portafortuna sono due braccialetti colorati. Mi hanno aiutato a superare molte cose tipo la storia che abbiamo ascoltato:una volta stavo giocando, avevo i braccialetti in tasca e alla fine la mia squadra ha vinto. Anche mamma e papà mi aiutano a superare paure e incertezze, ma papà di più.

Sara: Non ho un portafortuna. Però nelle scelte difficili e nei momenti difficili mi aiutano i miei genitori. Tipo lo scorso anno in seconda il giorno delle pagelle, io avevo paura e loro mi hanno incoraggiato. Poi quando l’ho vista era bellissima e allora non ho più avuto paura.

Flavia: non ce lo ho. Di solito mi aiuta mia sorella o i miei genitori. Ad esempio quella sera che dovevo fare il saggio di danza io avevo tanta paura di sbagliare e Elena mi ha sempre incoraggiato.

Giulia B. non ce lo ho. Alcune volte mi aiuta la mia famiglia. Quella volta che avevo paura di vedere un film, mamma mi ha detto che era tutta una finzione.

Giulia M: io non ce lo ho. Mi aiutano i genitori e i miei parenti a superare le difficoltà. Ad esempio quella volta che avevo paura del buio, loro mi hanno detto che nel buio non c’era nessuno e che non dovevo aver paura.

Elena Sofia: non ho il portafortuna. Mi aiutano sempre mamma e papà. Come quella volta che sono arrivata in prima e avevo molta paura della scuola oppure quella volta che avevo paura di vedere il film di Harry Potter.

Marco: io ho un portafortuna, è un delfino di vetro che si appende. Dentro è fatto tutto d’acqua e lui mi aiuta. Quando c’è una partita di basket me lo porto dietro nello zaino, lo guardo e mi sembra che mi incoraggia. Se non ci fosse lui ci sarebbero i miei genitori.

Sabrina: anche io ho un portafortuna che mi ha aiutato molto. Quella volta in Francia che sono rimasta da sola in un bar, poi è arrivato un poliziotto che mi ha chiesto se mi ero persa. Ho avuto tanta paura che poi, quando ho rivisto mamma davanti a me, sono corsa verso di lei. Il mio portafortuna è un pesce di vetro, lo metto nel braccialetto.

Valerio: non ce lo ho però riesco a superare gli ostacoli da solo, alcune volte mi aiutano papà e mamma. Per esempio quella volta che io avevo paura di andare al cinema, papà mi ha incoraggiato dicendomi che vicino a me c’era lui.

Valeria: sì, ho un portafortuna. Il mio cane immaginario di nome Laky, che significa fortunato. Certe volte quando voglio prendere un libro dalla biblioteca che desidero leggere, io penso a lui e mi porta fortuna. Una volta, d’estate è successo che ho perso un braccialetto, ho pensato a lui per consolarmi e l’ho ritrovato.

Ludovica: è una moneta cinese che mi ha regalato papà, sopra ci sono delle scritte strane. Mi ha portato fortuna quella volta che non ero in giornata, ero più nervosa del solito e anche quella volta che sono caduta però per fortuna sono andata con il sedere sul prato e non sul cemento.

Elisa: io non ce lo ho. Però mi aiutano mamma e papà. Per esempio quella volta che sono caduta sui vetri, loro mi hanno aiutato.

Nicole: io non ce lo ho. Mi aiuta sempre papà. Quando avevo l’infezione all’orecchio, papà mi ha incoraggiato e ha fatto piano piano per farmela togliere.

Willington: io ce lo ho. È un pupazzetto di superman. Mi ha aiutato quella volta che dovevo far calmare mio fratello, io l’ho preso e lui si è calmato. Quel giorno noi stavamo soli a casa e mio fratello piangeva perché voleva mamma e papà. Mi ha aiutato anche quando avevo una partita, io l’ho messo nello zaino e così abbiamo pareggiato.

Germano: non ce lo ho però quando ho paura mi aiuta papà. Quella volta che avevo paura di vedere un film lui mi ha spiegato che era tutto finto.

Elena: non ce lo ho ma ho mamma,papà e mio fratello. Quella volta che ho sbagliato al saggio mamma mi ha incoraggiato dicendo che tanto non lo sapeva nessuno che avevo sbagliato.

domenica 15 febbraio 2009

... il campo scuola a ONANO (VT)


Al ritorno a scuola abbiamo realizzato dei testi in cui descrivere, ricordare, raccontare il campo scuola e, esprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni.
Buona lettura.

Lunedì io e alcuni bambini della mia classe siamo partiti per il campo scuola.
Ci siamo divertiti molto.
Il primo giorno siamo andati al lago di Bolsena dove abbiamo visto le oche canadesi, le folaghe, i germani reali, … e ci siamo divertiti a dargli da mangiare e a sentire i loro versi.
Abbiamo visto anche due cigni che si sono avvicinati e abbiamo dato da mangiare anche a loro.
A me quel posto è piaciuto molto e sono stata tanto contenta e felice.
Martedì siamo andati a raccogliere le castagne e io ho preso una castagna con il germoglio. Anche questa esperienza mi è piaciuta molto e ho provato felicità.
Siamo andati a vedere un piccolo museo dove abbiamo visto tanti minerali e poi abbiamo visitato una piccola miniera scavata sotto terra.
Mercoledì siamo andati prima alle cascate delle terme di Saturnia dove l’acqua è calda e puzza di zolfo, poi siamo andati a mangiare ad un ristorante sul mare e, alla fine siamo tornati a casa.
Valeria

Al campo scuola mi sono divertita tanto e ho provato tante emozioni positive.
Il primo giorno siamo andati a vedere il lago di Bolsena, lì abbiamo visto tante oche e tante anatre, Roberta ci ha spiegato tante cose e adesso conosciamo tanti nomi di uccelli acquatici come il germano reale, le folaghe, l’oca canadese, …
Guardando il lago di Bolsena con la sua acqua limpida e calma ho provato tante emozioni positive e un po’ di emozioni negative come: gioia, serenità, noia e un po’ di tristezza.
Dopo aver visto il lago con il pullman siamo andati al Museo del lago, abbiamo visto un filmino che ci spiegava come si è formato il lago di Bolsena. Roberta poi ci ha spiegato la battaglia tra i Romani e gli Etruschi. In quel momento ho provato molte emozioni positive come felicità e serenità.
Finalmente la sera siamo arrivati a Onano e Roberta ci ha dato le camere, io sono capitata proprio con le mie amiche del cuore e con la maestra Paola. In quel momento ho provato tanta gioia.
La sera abbiamo mangiato delle cose buonissime poi siamo andati in ludoteca e abbiamo ballato. Alla fine siamo andati nelle camere per lavarci e per dormire, per lavarci abbiamo fatto un “casino” e, per dormire ci abbiamo messo tanto.
Il secondo giorno ci ha svegliato Valeria, ci siamo vestite, lavate e siamo scese a fare colazione. Siamo usciti e con il pullman siamo andati in un posto di montagna a vedere il museo dei minerali e della miniera. Roberta ci ha spiegato cosa sono le miniere e cosa si faceva nelle miniere. Lì c’era una piccola miniera scavata sotto terra, ci siamo entrati e abbiamo visti tanti minerali.
In albergo abbiamo mangiato e poi nelle camere abbiamo iniziato a scrivere tutte le parole del campo scuola, cioè tutte le parole che abbiamo imparato e ascoltato in questi giorni. Il pomeriggio siamo usciti e siamo andati nel palazzo comunale di fronte a noi. Lì dentro abbiamo fatto il gioco delle parole con tutte le letterine vinte e per ogni parola abbiamo realizzato un braccialetto che Roberta ci ha regalato.
Il terzo giorno siamo andati a visitare le acque di Saturnia, c’erano le cascate, l’acqua era molto calda e l’abbiamo sentita con le mani. Siamo ripartiti per andare a mangiare al ristorante di Civitavecchia, dopo il pranzo siamo ripartiti per ritornare a casa.
Il campo scuola mi è piaciuto moltissimo.
Flavia

Quando siamo andati al campo scuola ho provato tantissime emozioni positive e pochissime emozioni negative.
Siamo andati al castello del lago, al porto, al mare, al ristorante. C’erano dei posti e delle cose bellissime.
Quando siamo andati al lago ci hanno insegnato a dare da mangiare alle papere, a come farle avvicinare a noi e a come accarezzarle.
Al porto del lago abbiamo visto augusto e Guendalina che erano i capi, erano anche ipiù vecchi del posto, cioè erano i nonni.
Quando stavo sulla riva del lago di Bolsena ho provato felicità e gioia.
Quando stavo al porto ho provato accettazione, sorpresa, gioia e felicità.
Invece quando sono andato nella miniera ho provato spavento, delusione e un po’ di paura.
Marco

Io ho provato tante emozioni e le voglio raccontare.
Mi ricordo che ieri siamo andati a Saturnia a vedere le cascate: erano bellissime, lì mi sono sentito molto allegro.
Mi ricordo anche quando siamo entrati nella miniera: era molto buia e anche molto paurosa con tanta polvere e ragni. C’erano pure i distintivi che portavano quelli che ci lavoravano.
Mi ricorso anche quando siamo andati al lago di Bolsena a vedere e a dare da mangiare alle oche selvatiche, alle anatre canadesi, ai cigni e ai germani reali; mi sentivo allegro e felice.
Anche quando siamo saliti sulla montagna e c’era molta nebbia, ero felice.
Mi è piaciuto molto vedere il museo dei minerali: era interessante.
A me il campo scuola è piaciuto moltissimo.
Davide

Sono andata per tre giorni al campo scuola e mi sono molto divertita.
Siamo andati con Roberta al lago di Bolsena e lì abbiamo visto molti animali acquatici: le anatre selvatiche, le folaghe, i germani reali e le anatre canadesi tipo Augusto. Purtroppo Augusto era un po’ cieco. Invece la sua amica Guendalina era un’oca selvatica. Noi gli abbiamo dato da mangiare dei piccoli pezzetti di pane tostato.
Essere andata al lago di Bolsena mi ha reso felice e contenta.
Dal lago siamo andati al museo dove abbiamo visto un bellissimo panorama dall’alto delle torri e poi un filmato che parlava di come si è formato il lago, prima era un vulcano. Nel museo c’erano reperti di tanti anni fa.
Quando siamo arrivati alla foresteria ci hanno dato le camere, abbiamo posato le valigie e siamo andati a mangiare.
Sono stata contenta perché avevo fame.
Il giorno dopo siamo andati in montagna, in mezzo alle nuvole a cercare ricci e castagne, c’era molta tranquillità a parte quella specie di pioggia causata dai cirri. Il pomeriggio nel palazzo del sindaco abbiamo scritto le parole chiave del campo e formato tanti braccialetti. È stato stupendo.
Il terzo giorno siamo tornati a casa ma prima siamo andati alle terme di Saturnia: l’acqua era caldissima.
A me andare al campo scuola è piaciuto moltissimo.
Elena sofia

Quando siamo saliti sul pullman io ho provato gioia e felicità. Alle 11.37 ci siamo fermati ad un piccolo ristorante chiamato “La Rotonda” e ci siamo mangiati i panini, la frutta e il ciambellone della mamma di Elisa. Il ristorante stava a Civitavecchia. Dopo un paio di ore ci siamo trovati davanti il lago di Bolsena, cioè il lago vulcanico più grande del Lazio.
Quando ci siamo fermati Roberta ci ha dato un po’ di pane e abbiamo dato da mangiare alle anatre. Sul lago abbiamo incontrato sei esemplari di uccelli acquatici: oca, oca canadese, oca selvatica, cigno, folaga, germano reale, … io ho provato tanta gioia. Dopo siamo entrati in castello, abbiamo fatto merenda sulla terrazza tra le torri e dopo siamo entrati nel MUSEO DEL LAGO, lì abbiamo visto come si è formato il lago di Bolsena: ho provato stupore e paura.
Abbiamo ripreso il pullman per andare in albergo, era buio e dal finestrino ho visto due costellazioni, una era quella del grande carro: ho provato gioia.
Arrivati in albergo siamo andati nelle camere, erano belle; abbiamo messo le valige sotto il letto e poi siamo andati a mangiare. Dopo la cena siamo andati a giocare in una grande sala, lì ho provato tanta felicità.
Il giorno dopo, quando siamo andati sulla montagna ho provato serenità, il pomeriggio poi siamo andati nel grande palazzo municipale a giocare con le parole: era grande e molto bello e io ho provato gioia e felicità.
L’ultimo giorno siamo andati alle terme di Saturnia, c’erano le cascate e l’acqua era calda, circa 38°, io ho trovato tantissimi minerali.
Siamo andati a pranzo al ristorante e poi con il pullman siamo tornati a scuola dove ci aspettavano i nostri genitori.
Alessandro

Lunedì siamo partiti per andare al campo scuola.
Il primo giorno siamo andati al lago di Bolsena, abbiamo visto le anatre, le abbiamo dato da mangiare il pane a pezzetti e poi ce ne siamo andati, però poi siamo ritornati perché c’erano i cigni. Nel lago c’era un’isola a forma di Testa di coccodrillo. Poi siamo andati in un porto dove c’erano due oche: Augusto era un’oca canadese e Guendalina era un’oca selvatica. Augusto aveva un occhio cieco. Loro due erano due oche bellissime e mi hanno dato tanta gioia e felicità.
Il lago mi ha dato un’emozione bellissima: gioia.
Siamo andati in un castello e abbiamo fatto merenda, poi siamo andati al museo che era dentro al castello e lì ci hanno fatto vedere la storia del lago di Bolsena: a me ha dato tanta felicità.
Il giorno dopo siamo prima andati a vedere i minerali e la miniera e poi in un palazzo e abbiamo giocato con tute le letterine per formare più parole possibili; con le parole abbiamo fatto dei braccialetti e io ho avuto la parola PINI.
Il terzo giorno siamo andati alle terme, le cascate erano bellissime, l’acqua era calda e lì ho provato tanta serenità.
A me il campo scuola è piaciuto perché è stata un’esperienza bellissima e interessante.
Elena

Il primo giorno di campo scuola abbiamo visto il lago di Bolsena, era bellissimo.
Siamo andati sulla riva a dare il pane alle oche selvatiche, il pane era profumato e buono.
Siamo andati anche da Guendalina ed Augusto.
Augusto era tutto bianco e era cieco, era bellissimo, Guendalina era tutta marrone ed era bellissima pure lei.
Poi siamo andati a vedere il museo e Roberta ci ha fatto vedere un filmato che spiegava come dal vulcano si è formato il lago e le due isolette.
Un giorno siamo andati alle terme: l’acqua era calda e se la mettevi sul viso la pelle diventava liscia liscia.
Alla fine siamo tornati a casa.
Il campo scuola mi è piaciuto molto, anzi moltissimo.
Sabrina

Lunedì siamo andati a vedere il lago di Bolsena e abbiamo dato il pane a Guendalina e ad Augusto e anche alle oche selvatiche. Abbiamo dato anche da mangiare ai cigni e alle anatre. A me dare da mangiare alle anatre, alle oche selvatiche e anche ad Augusto e Guendalina e ai cigni è piaciuto molto e ho provato gioia, felicità e amore.
Poi sulla sabbia del lago abbiamo visto le impronte degli animali, alcuni di noi hanno trovato delle piume.
Siamo ripartiti con il pullman e siamo andati al castello di Bolsena a fare merenda e a visitarlo, il castello mi è piaciuto molto e provavo felicità e allegria. Dentro al castello c’era il museo, li ci hanno fatto vedere il filmino che parlava dell’origine del lago che prima era un vulcano; Roberta ci ha spiegato molte cose e abbiamo fatto il giro di tutte le sale. Mi era stancata e allora provavo rabbia. Il museo non mi è piaciuto.
Il secondo giorno siamo andati in montagna a raccogliere le castagne selvatiche e i ricci e poi siamo andati al museo dei minerali e della miniera a vedere i minerali e a visitare una piccola miniera con tutti gli attrezzi usati dai minatori. Lì nella sala dovevano fare il gioco del peso e cercare di alzare un contenitore con il mercurio.
Il pomeriggio siamo andati al palazzo comunale di Onano, abbiamo giocato alle parole del cruciverba e costruito i braccialetti con le parole. Io con le maestre, quando i compagni sono andati via, ho visitato tutte le stanze del palazzo: la stanza del sindaco e del segretario comunale. Quando siamo usciti abbiamo visitato il paesino di Onano: era bello e sono stata molto felice.
Il terzo giorno siamo andati alle terme di Saturnia, dove si sono le cascate, ho toccato l’acqua, era calda e abbiamo fatto un disegno dell’ambiente.
A me andare al campo scuola è piaciuto molto, sono stata bene e mi sono sentita felice di stare con i miei compagni e le maestre.
Benedetta

Il primo giorno, al campo scuola siamo andati con il pullman a prendere Roberta e siamo passati davanti al Mar Tirreno.
Nel pomeriggio siamo andati a vedere il lago di Bolsena e c’erano anatre, oche selvatiche, il germano reale, … poi c’erano due oche: Guendalina e Augusto con la loro figlia e i suoi piccoli. Queste cose mi hanno dato molte emozioni: felicità, serenità, amore e tristezza.
Dopo con il pullman per caso abbiamo visto dei cigni, siamo scesi e sulla sabbia abbiamo visto le impronte degli animali, ho raccolto le piume degli uccelli: era bellissimo stare lì. Provavo felicità e amore.
La sera siamo arrivati in albergo, abbiamo mangiato e siamo andati a giocare: c’erano molti giochi: bigliardino, scacchi, karaoke, …
In camera stavo con Elena, Benedetta, Nicole, Sabrina e mi sono sentita felice, allegra e anche un po’ accontentata.
La mattina siamo andati a fare colazione anche se ero stanca e mi sentivo addormentata e sonnacchiavo un po’.
Dopo colazione siamo andati con il pullman in montagna e intanto cantavamo e imparavamo le parole e i movimenti della canzone dello Stelliere.
Quando siamo arrivati al museo dei minerali abbiamo visto: i cristalli, il quarzo, il gesso, il mercurio, lo zolfo, … era bello e interessante. Abbiamo cercato di alzare un contenitore molto pesante, c’era dentro il mercurio. Il pomeriggio siamo andati in un castello e nella stanza del sindaco abbiamo giocato al gioco delle parole e formato tanti braccialetti.
La mattina dopo siamo andati con il pullman a vedere le cascate di acqua calda e dopo siamo ritornati a scuola perché la gita era finita!! Io ho provato tristezza perché non vedevo più Roberta. Anche adesso mi manca molto e credo che la ricorderò sempre.
Ciao, ciao Roberta.
Giulia M

Io e i miei compagni di classe siamo partiti per Onano.
Ci siamo fermati al lago di Bolsena e abbiamo dato da mangiare alle oche e alle anatre e ho provato molte emozioni positive: felicità e contentezza.
Poi siamo ripartiti e ci siamo fermati al museo del lago di Bolsena dove abbiamo visto il filmato di come si è creato il lago, in quel momento ho provato curiosità.
La sera siamo andati in albergo dove, la strega Smafera ci stava aspettando.
Il giorno dopo siamo andati al museo dei minerali e dei minatori, quando sono sceso nella piccola miniera scavata sotto la terra ho provato un po’ di paura.
Mercoledì mattina siamo andati alle cascate di saturnia e mi sono divertito a raccogliere i minerali e a toccare le acque calde che scendevano giù.
Il campo scuola mi è piaciuto molto.
Emanuele

Io sono stata con i miei compagni al campo scuola, ma purtroppo qualcuno non è venuto.
Il primo giorno siamo stati molto tempo sull’autobus perché dovevamo arrivare sul posto. Quando siamo arrivati, siamo scesi e abbiamo visto le anatre e le oche. Due di quelle si chiamavano Augusto e Guendalina. Augusto era tutto bianco e un po’ cieco: aveva un occhio rosso e uno azzurro. Augusto era un’oca canadese. Guendalina invece era tutta marroncina, lei era un’oca selvatica.
Roberta, la nostra guida ci ha spiegato un po’ di cose.
Siamo ripartiti con l’autobus e poi siamo scesi e abbiamo visto i sali minerali nella sabbia e le impronte degli animali. Si vedevano in lontananza due cigni che dopo un po’ si sono avvicinati alla riva del lago, proprio vicino a dive eravamo noi.
Siamo andati in un castello che si chiamava Museo del lago di Bolsena e abbiamo visto tante cose: filmato, reperti, …
Siamo ripartiti e siamo arrivati al’albergo, abbiamo preso le valige e siamo andati nelle camere che ci hanno dato, era tardi e siamo andati a mangiare.
Si mangiava molto bene.
Dopo cena siamo andati a giocare. E così tutti i giorni, c’erano tanti giochi che si poteva giocare in tanti modi diversi.
Un pomeriggio abbiamo fatto il gioco delle parole e con le parole abbiamo costruito i braccialetti.
In questi giorni di campo scuola ho provato: felicità e gioia.
Ludovica

Io sono andato al campo scuola con i compagni e mi sono divertito tanto.
Siamo andati al lago di Bolsena e abbiamo dato da mangiare alle folaghe, alle oche, alle anatre e alle oche canadesi e anche ad Augusto e Guendalina.
Questo posto mi ha suscitato sorpresa e allegria.
Poi vicino ad un boschetto ci siamo fermati a riconoscere sulla sabbia le impronte degli animali e i sali minerali. Quando stavamo per risalire sul pullman abbiamo visto due cigni che si avvicinavano e allora gli abbiamo dato da mangiare.
A me questo posto ha suscitato sorpresa, gioia e felicità.
Dopo la visita al museo pieno di reperti storici e ambientali, siamo andati in albergo e Roberta ci ha detto i nomi delle stanze, io stavo con Emanuele, Davide, Alessandro, Andrea, Marco e la maestra Daniela.
Anche questo ha suscitato in me sorpresa e felicità.
L’ultimo giorno a colazione abbiamo giocato al gioco delle parole che mi è piaciuto molto. A me suscitava contentezza e allegria.
A me il campo scuola è piaciuto molto e ne vorrei fare un altro.
Simone

venerdì 23 gennaio 2009

I libri che abbiamo letto

In classe abbiamo creato una piccola biblioteca e quasi tutte le settimane la maestra ci consegna un libro che dobbiamo leggere. Alcuni libri ci sono stati donati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, li abbiamo letti e li abbiamo anche votati.
Secondo noi il più bello è stato "La straordinaria avventura di Edward Tulane". Come noi hanno pensato anche molti altri bambini che hanno fatto parte di una giuria popolare. E' per questo che, alcuni nostri rappresentanti sono stati chiamati alla trasmissione televisiva
1 Mattina.
Ora vi parliamo dei libri che abbiamo letto.

"Fino a toccare il cielo" è il libro più bello che ho letto fino ad adesso. Parla di un bambino che fa una grande amicizia con una persona anziana, amicizia che poi diventerà una grande avventura. Leggere questo libro suscita tante emozioni: amicizia, serenità ma anche un po' dolore e tristezza e poi ti fa provare anche sensazioni positive: azione, divertimento e la voglia di stare insieme agli altri.
Giulia Mazzei

"Valentina baby-sitter" è un libro molto bello che parla di una ragazza di nome valentina che amava i bambini e che decide di fare da grande la baby -sitter. leggere questo libro mi ha fatto provare tante emozioni positive: gioia, felicità, allegria.
Elena Guarnaccia

"La straodinaria avventura di Edward Tulane" in questo libro bisogna essere tutti amici e bisogna volersi bene e amarsi. Mi è piaciuto perchè racconta una favola meravigliosa, ve la racconto?! ... "C'era una volta una bambina che aveva un coniglio di porcellana, la bambina gli voleva molto bene. Lei ogni giorno andava da Edward e gli metteva un nuovo vestito. La bambina si chiamava Abilene. Abilene amava così tanto il coniglietto che gli promise che non avrebbe amato nessun altro..."
Ludovica Sganga

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" in questo libro si parla di un coniglio e di na bambina che, tutte le mattine, prima di andare a scuola, lo vestiva e gli metteva un orologio. Questo libro è bello perchè ti fa capire l'importanza e il valore dell'amicizia. Le emozioni che ti fa provare sono: gioia, amicizia, felicità e amore.
Elisa Gatta

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" parla di una bambina che voleva molto bene al suo coniglio di porcellana. Questo libro è bello perchè parla di amicizia e amore, dice che bisogna volersi bene. Questo libro è molto bello anche se un po' triste perchè il coniglio di porcellana va qualche minuto sotto l'acqua e ... Buona lettura
Germano Gori
"Fino a toccare il cielo" … c’era un bambino di nome Teo e un anziano di nome Leon. Un giorno si incontrano e si salutano. Una sera Leon domanda a Teo. “Cosa vedi?” . “Le mie amiche”, risponde Teo. “Chi sono?” chiede Leon.
“Le stelle”, disse Teo.
Quella sera Leon e Teo si divertirono tanto ad osservare lo spazio.
Teo poi andava a trovare un amico, Andrea che faceva il pilota d’aerei. A Teo venne l’idea di costruire una mongolfiera. Lo fece insieme a Leon ed era emozionante esplorare ed osservare il mondo dall’alto. Poi Leon morì e tutto finì.
Questo libro ti fa pensare alla libertà e alla capacità di realizzare i desideri.
Valerio Gallo

“Ciottolo, Giobbe e l’elefante” è l’ultimo libro che ho letto e sto ancora leggendo. Nel libro il bambino di nome Giobbe dice: “… era incredibile, camminavo per strada con un elefante gigantesco e nessuno ci faceva caso, neanche fosse invisibile. In realtà penso che lo vedessero, ma, dato che non riuscivano a crederci, finivano per non vederlo affatto”. Questo libro ti fa pensare al fatto che spesso la gente non vuole vedere la realtà, preferisce ignorarla perché le cose che accadono non gli piacciono.
Valeria Baldini

“Una sorellina per CAMILLA” racconta di una bambina che aveva un fratello e la mamma stava per avere un’altra bambina. Camilla e Carlo, il fratello, erano gelosi e pensavano che non sarebbero stati più abbracciati e coccolati. Quando la nuova bambina nacque loro gli facevano i dispetti, la spaventavano, però la bambina quando li vedeva sorrideva. Allora i fratelli non furono più gelosi di Angelica, la loro piccola sorellina. A me questo libro è piaciuto perché mi ha suscitato tante emozioni positive quali: amore e gioia e poi fa capire che non bisogna essere gelosi.
Claudia Giugliano

“Greg il tele ranocchio” è uno dei libri che ho letto e che mi è piaciuto molto. Greg, il protagonista della storia è un tele ranocchio. Mi ha fatto provare tanti tipi di emozioni: tristezza, felicità, amore e timidezza. Questo libro mi è piaciuto soprattutto perché è fantastico e, differenza di quelli realistici non ha niente di stravagante. Secondo me vuole insegnarci a essere tutti uniti e felici.
Sara Busdraghi

“Greg il tele ranocchio” … in uno stagno in Spagna viveva un ranocchio che, dava fastidio agli uccelli. Un giorno il ranocchio vide un uccellino mezzo stordito e pensò: “Credo che sia ubriaco!”. Allora saltò verso quell’uccellino, lo stava per colpire ma all’improvviso arriva un altro uccello per difendere quello piccolo e dà una botta sulla faccia del ranocchio. Poi, il ranocchio, per fare una scommessa, con un suo amico sale su una montagna per vedere che cosa c’era. Da lì poteva vedere tante cose ma, … arriva una macchina che si ferma e un uomo lo prende e lo porta via con se.
A me questo libro ha fatto provare tante emozioni: gioia, allegria e felicità.
Davide De Luca

“Un pidocchio di nome Mattia” nel libro si parla di un pidocchio che viveva sulla testa di un macchinista di nome Mattia e, visto che lui non aveva un nome si volle chiamare come lui: Mattia. Lui pensava di essere solo al mondo ma poi, incontrò sua sorella e da allora fecero tutto insieme.
Questo libro mi ha fatto provare tante emozioni: felicità, amicizia e contentezza perché parla di due fratelli che si incontrano e che si vogliono bene.
Nicole Tiseo

“Il mondo di Federico” il libro parla di un bambino di nome Federico. Questo bambino un giorno trova una scatola magica che parlava e allora chiama i suoi amici. Ma loro non ci credevano a quello che lui diceva. Poi hanno sentito il rumore della scatola che parlava e gli hanno dato ragione.
Willington Guerra Presbiteri

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" … c’era una volta un coniglio fatto quasi tutto di porcellana che però aveva i baffi di coniglio vero, questo coniglio si chiamava Edward. La padroncina di Edward si chiamava Abilene. Il coniglio aveva un orologio. Abilene diceva sempre ad Edward: “Io ritorno quando la lancetta piccola sta su 12 e quella grande sul 6. Un giorno però il padre e la madre di Abilene decisero di andare a fare una vacanza e Abilene portò il coniglietto con se. Partirono con la nave. Sulla nave c’erano altri due bambini. Un giorno questi due bambini presero Edward e cominciarono a giocare con lui. Uno di loro lo tirò troppo forte e Edward andò a finire in mare. Il povero coniglio sprofondò giù, giù, giù, … in fondo al mare. Un pescatore, mentre stava pescando, lo trovò e lo portò alla moglie come regalo. Lei lo ringraziò ma la figlia lo prese e lo gettò nel bidone della spazzatura. Qui lo trovò un bambino che lo prese e lo portò alla sua sorellina malata. Quando la povera bambina morì il bambino fece cadere Edward che si ruppe. Lo portò in un negozio di giocattoli e lo lasciò lì. Proprio in quel negozio un giorno arrivò Abilene, che riconobbe il suo coniglio e lo comprò e, da allora vissero di nuovo insieme.
Per me è stata una storia d’amore e d’amicizia molto bella.
Marco Cotugno De Palma

"La straordinaria avventura di Edward Tulane"
questo libro mi è piaciuto molto perché parla di amicizia e di amore. Il libro ci vuole far capire che non bisogna mai perdere la speranza di amare qualcuno o qualcosa. Questo libro mi fa fatto provare tante emozioni positive: la gioia, la felicità e la serenità; c’è solo un’emozione negativa: la tristezza perché muore una bambina.
Flavia Castelli

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" mi è piaciuto, anche se è triste perché parla di una bambina che muore.
Sabrina Landi

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" parla di un coniglietto di porcellana che vive tante avventure belle e brutte. Il libro parla di felicità e di amicizia.
Benedetta Matera

"La straordinaria avventura di Edward Tulane"
parla di un coniglietto di porcellana che aveva una padrona di nome Abilene. Un giorno andarono insieme in crociera e il coniglietto Edward cadde in acqua però, dopo tanti anni la bambina lo ritrovò in un negozio e a tutti e due tornò la speranza di amare.
Simone Vocale

"La straordinaria avventura di Edward Tulane" questo libro parla di un coniglio di porcellana che era molto amato da una bambina di nome Abilene. Ma un giorno, durante una crociera, cadde in acqua. Venne pescato da un pescatore, poi fu preso da un vagabondo e ancora da un bambino che lo portò alla sorella malata. Edward si sentiva amato da tutti, ma quando quella bambina morì decise che non avrebbe più amato nessuno. Poi però rincontrò Abilene e l’amore tornò.
Questo libro ci vuole far capire l’amore vero. A me ha trasmesso amore e felicità, io l’ho raccontato alla Rai e ne sono stata molto felice.
Elena Sofia Fermo